Angelo Lorenzetti: «Perugia, equilibrio e ritmo»

Lorenzetti Angelo (incita)
Angelo Lorenzetti

Di esperienza ne ha da vendere con i suoi cinque scudetti conquistati in carriera. Alla guida della Sir Susa Scai Perugia insegue il suo secondo titolo tricolore il tecnico Angelo Lorenzetti che alla vigilia ha detto: «La finale è la continuità di ciò che è stato costruito negli anni. I due club hanno segnato la storia di questo sport nell’ultimo periodo. È un momento emozionante che non si vive spesso. E quando ti ci avvicini potendo lavorare con attenzione e rispetto lo vivi intensamente. È un periodo delicato, l’allenatore deve stare attento che non si rompano gli equilibri acquisiti. Gara-uno è la partita che inizia la serie, la pausa lunga che c’è stata, dopo una stagione a grande velocità, potrebbe aver cambiato qualcosa. Bisognerà ritrovare il ritmo in fretta e poi provare a migliorarlo. Anche la gestione delle emozioni si costruisce. Questo non significa non essere pronti, ma magari aver bisogno di qualche scambio in più per ritrovare certe sensazioni. È inevitabile. Quando una squadra arriva in finale vuol dire che gioca bene. Civitanova Marche è una squadra con numeri importanti, sia nella fase cambio-palla che nella fase punto. Credo che questo sia stato un campionato molto condizionato dagli infortuni, forse più degli altri anni. Ciò non toglie nulla a chi è arrivato in fondo, essere più bravi significa anche sapersi adattare. Però rende più difficile dare un giudizio sulla stagione e anche fare confronti in prospettiva. Colaci ha ancora una pagina da scrivere. Per me è un privilegio vivere questo momento accanto a lui. Posso solo immaginare cosa abbia dentro. È stato un giocatore straordinario per Perugia, e non solo. Ha una storia incredibile, forse con meno riflettori di quanti meriterebbe. Non è un caso che il percorso di Perugia verso certi traguardi sia cominciato con il suo arrivo. Nonostante l’infortunio che lo ha costretto a lasciare il campo durante l’ultima partita, è un esempio continuo. Argilagos è stato convocato per la prima volta in nazionale. Sono contento per lui. È un ragazzo che forse è partito un po’ più tardi degli altri, anche perché ha fatto percorsi diversi, giocando in più ruoli. Però ha qualità e, se non ci saranno ostacoli esterni, può arrivare lontano. Dovrà fare le sue esperienze. La cosa che mi è piaciuta di lui è l’atteggiamento. Stesso discorso vale anche per Crosato, che è cresciuto molto».