
Con i suoi 41 anni compiuti è uno degli atleti più anziani del campionato, più di venti anni trascorsi sui campi da gioco, dimostrando sempre di essere un riferimento. Di certo tra quelli che giocano da titolare nella finale scudetto è il veterano, Massimo Colaci lascerà ancora un segno nella pallavolo prima di chiudere definitivamente la carriera. Il cambiamento di uniforme, da maglietta e pantaloncini a giacca e cravatta, sarà per il salentino di Ugento una prosecuzione alla Sir Susa Scai Perugia, un passaggio che è già stato fatto in passato da Goran Vujevic e, più recentemente, da Davide Candellaro. Che in Umbria ci si trovi bene è un dato di fatto, basta vedere le nove stagioni consecutive che ha trascorso qui il popolare Max. Particolare non di poco conto è che da quando è arrivato a vestire la maglia dei block-devils sono cominciati ad arrivare i trofei, oggi in totale sono diciassette, e lui c’era sempre, un record assoluto per il club perugino. Ai tifosi mancherà, alla squadra lascerà una pesante eredità. «Ho preso questa decisione con serenità, ho sempre detto che avrei smesso di giocare a Perugia ma avevo il desiderio di continuare a dare il mio contributo all’interno della società. Il nuovo ruolo mi stimola, certo mi mancheranno le partite, avrei anche accettato per la prossima annata di fare da secondo libero, ma in totale armonia con il presidente Sirci, con il quale ce un bellissimo rapporto, abbiamo fatto questa scelta. C’è stata una stretta di mano, per mettere nero su bianco ci siamo dati appuntamento dopo la fine delle competizioni. A quello che verrà per ora non ci sta pensando, sono concentrato sugli impegni importanti di questo ultimo mese». Dopo aver vinto nell’annata in corso con i bianconeri il mondiale per club e la supercoppa italiana, punta a chiudere la brillante carriera conquistando altri due trofei, scudetto e champions league. Perugia da giovedì 30 aprile, contro l’eterna rivale Civitanova Marche, inizierà la serie della finale che assegna il titolo tricolore. «Sarebbe bello mettere al collo le due medaglie d’oro a disposizione. C’è tanta voglia di iniziare la finale dopo aver avuto più tempo per allenarci rispetto ai ritmi serrati imposti durante il campionato regolare. È da mesi che sostengo che i marchigiani hanno una squadra eccezionale, abituata a stare nelle difficoltà ma che alla fine è sempre lì per competere per qualcosa di importante. Non mi sono sbagliato quest’anno, è una formazione completa con tanta fisicità e con un bravo tecnico. Saranno delle gare molto combattute, probabilmente decise anche dal talento di un giocatore». Una vita costruita lontano dal Salento, ma con le radici legate ad un territorio. «Perugia è la seconda casa, mi ha portato a vivere belle situazioni professionali e familiari, tra poco mi aspetta un ruolo tutto da imparare. È l’ambiente ideale per lavorare bene anche dietro ad una scrivania».
