Massimo Colaci: «Perugia non cambia atteggiamento»

Colaci Massimo (scusa)
Massimo Colaci

Vigilia carica di adrenalina, come è giusto che sia, quella di gara-tre della finale scudetto, con la Sir Susa Scai Perugia che cerca di mantenere alta la concentrazione. Tra le mura amiche i block-devils hanno la possibilità di chiudere i conti mercoledì sera, ma il veterano Massimo Colaci non vuole commettere l’errore di abbassare la guardia: «È una vigilia come un’altra, non sono più teso, più preoccupato e né più carico del solito. Conosco il peso specifico della partita che andremo a giocare. Non bisogna fare nulla di diverso rispetto a ciò che abbiamo fatto sino ad ora. Sappiamo che è una finale ed è una partita importante e che potrebbe essere decisiva però io sinceramente la sto vivendo serenamente. I compagni di squadra sono molto tranquilli, secondo me questo può essere solo un qualcosa di positivo. Contro Civitanova Marche è sempre una partita difficile, bisogna mettersi al servizio della squadra e pensare poco alla prestazione personale, ma a cosa serve per farla funzionare. Il loro livello di battuta in gara-due è stato superiore a quello di gara-uno, hanno fatto qualche errore in meno, hanno prodotto qualcosa in più, ma questo è il loro livello di battuta. È una squadra che spinge sempre sei giri su sei, anche la loro battuta float è superiore rispetto alla media delle battute troviamo nel campionato italiano. Si può sempre fare meglio, anche quando vinci, a volte vorresti fare meglio, ma quando Nikolov tira a 125 km/h c’è poco da fare, l’obiettivo è di tenere viva la palla e non subire ace. Possiamo evitare di fare due o tre errori di fila, ci sono tante piccole cose che si possono fare meglio. Secondo me in questi anni con Lorenzetti abbiamo fatto un passo in avanti più importante sotto l’aspetto mentale, spesso siamo rimasti impartita anche in momenti difficili, è importante che tutti siano convinti di questo. Non bisogna pensare che potremmo festeggiare in casa, dico una cosa che probabilmente ha stancato ma bisogna arrivare a tre vittorie. È chiaro che è un’occasione e cercheremo di sfruttarla, ma dobbiamo concentrarci sulla partita, indipendentemente dalla possibilità di vincere e festeggiare in casa. Se accadrà saremo tutti felici, altrimenti si penserà a gara quattro. Garantisco che nessuno ha pensato a cosa è successo lo scorso anno, se iniziamo a pensare a quello è già finita. È chiaro che l’esperienza comunque qualcosa insegna, ma è quella di quasi vent’anni di carriera, se vuoi vincere una competizione devi passare attraverso le avversarie più forti che hanno dimostrato di saper risolvere le situazioni difficili. Noi abbiamo consapevolezza e nei momenti di difficoltà riusciamo a restare in partita. Questa è una grande differenza rispetto agli anni scorsi».