Perugia è numero uno anche nel pubblico

Sirmaniaci
i Sirmaniaci in curva a sostenere la Sir Susa Scai Perugia (foto Michele Benda)

La vittoria dello scudetto è la ciliegina sulla torta che ha messo la Sir Susa Scai Perugia su una stagione di superlega maschile condotta sempre ai vertici. Il risultato sportivo è sicuramente eclatante ma la squadra dei block-devils non ha primeggiato solo in campo, bensì anche sugli spalti. Da anni la formazione bianconera è la più seguita dagli appassionati delle schiacciate, ma è soprattutto quella che vanta il maggior dato di pubblico alle gare casalinghe. Nelle undici giornate della stagione regolare sono stati 45’601 gli spettatori entrati al palasport di Pian di Massiano, una media di 4’145 a partita. Se si confronta questo dato con il campionato precedente si vede che c’è una certa costante (erano stati 47’244 l’anno scorso). La gara più vista è stata quella con Trento giocata il 25 gennaio nella diciottesima giornata con 5’281 persone; a seguire quella con Civitanova Marche del 26 ottobre valida per la seconda giornata con 5’229 astanti; terza piazza per la gara con Verona del 16 novembre che ha portato nella quinta giornata 5’017 presenze. Questo dato numerico diventa importante anche per gli incassi del club che sono ammontati a 395’662 euro (senza i play-off). La forza attrattiva di Perugia è evidente anche in trasferta, essendo la compagine più vista dagli amanti del volley. Sotto questo aspetto una parte importante è data dalla partecipazione alle trasferte della tifoseria organizzata, i Sirmaniaci sono andati a sostenere la loro squadra in tutti i campi, indipendentemente dal giorno di gara infrasettimanale e dalla distanza chilometrica del viaggio da affrontare. In totale i tesserati del gruppo che sono andati a seguire la squadra sono stati 2’426, il che significa che mediamente in 151 si sono messi in viaggio ogni volta che Perugia giocava lontano da casa. E sono proprio loro i più felici del successo conseguito. Gianni Eraclei (direttivo Sirmaniaci): «Questa stagione ci ha regalato emozioni incredibili, una cavalcata straordinaria costruita da una squadra fortissima, determinata e sempre presente nei momenti decisivi. Noi Sirmaniaci abbiamo risposto come sappiamo fare, presenti in ogni trasferta, dai palazzetti più vicini a quelli più lontani, spesso con orari impossibili. Ovunque siamo andati abbiamo portato i nostri colori, i nostri vessilli e soprattutto il nostro cuore accanto alla squadra. L’emozione più forte è vincere lo scudetto in casa nostra, con tutto quel calore, entusiasmo e felicità». Sabrina Morini (coordinamento Sirmaniaci): «Il legame tra i Sirmaniaci, la squadra e la società è qualcosa di speciale, siamo una grande famiglia che vive insieme ogni emozione. Il nostro tifo accompagna i ragazzi ovunque, in casa e in trasferta, senza lasciarli mai soli. Sentiamo l’orgoglio di rappresentare Perugia e sappiamo che anche i giocatori sentono la nostra vicinanza. Questo è molto più di un tifo, è appartenenza». Massimo Valenti (direttivo Sirmaniaci): «Dietro ogni partita c’è un lavoro enorme che spesso non si vede, trasferte, coreografie, organizzazione ed eventi che portiamo avanti ogni giorno con passione e sacrificio. Essere Sirmaniaci significa vivere la squadra continuamente, non solo durante la gara. Siamo orgogliosi di sostenere un gruppo di ragazzi straordinari che in campo rappresentano al meglio i nostri colori e la nostra Perugia». Maria Luisa Calzolari (coordinamento Sirmaniaci): «Vedere Perugia conquistare questo campionato è stata un’emozione indescrivibile. È stata una stagione intensa, fatta di grinta, sacrificio e partite combattute fino all’ultimo punto. La squadra ha dimostrato carattere, unione e una voglia immensa di vincere, regalando a noi tifosi un sogno diventato realtà. Perugia quest’anno non ha solo vinto, ha dominato con il cuore». Michele Salvato (direttivo Sirmaniaci): «Secondo me quest’anno si è assistito alla maturazione del metodo Lorenzetti. I giocatori hanno acquisito consapevolezza della potenzialità del loro gioco e la capacità di resistere e fare squadra nei momenti difficili. La dimostrazione di questo si è vista in maniera lampante nelle ultime due partite di finale scudetto. La Sir è diventata una squadra matura e con essa la sua società». Roberto Miccioni (coordinatore): «Questo scudetto non rappresenta solo una vittoria sportiva, ma il simbolo di un gruppo unito che non ha mai smesso di crederci. Complimenti ai Sirmaniaci».