Mirko Monaldi: «San Giustino dovrà trovare una sua identità»

Monaldi Mirko (cartella)
Mirko Monaldi

Il mercato della pallavolo è a buon punto in serie A3 maschile e la Ermgroup San Giustino può concentrarsi un attimo sul girone. Tutto sommato per gli altotiberini il raggruppamento del centronord nel quale sono stati inseriti è quello che si auspicavano, lo conferma l’allenatore Mirko Monaldi che afferma: «Direi che è una soluzione ideale per ciò che riguarda l’organizzazione dell’attività più in generale dal momento che l’inserimento nel girone blu avrebbe comportato un chilometraggio di gran lunga maggiore, con conseguenze anche dal punto di vista economico. Relativamente al mio ambito di competenza, i problemi sarebbero stati di ‘usura’ e di intensità legati alla geografia del campionato, che avrebbero generato tempi di recupero più lunghi al rientro dalle trasferte e, di conseguenza, anche un cambio di impostazione del lavoro. Per dirla in termini più sostanziali, il logorio sarebbe stato superiore per la società, per il sistema organizzativo e per i ragazzi. Le uniche implicazioni del girone bianco sono le date delle partite, alcune squadre giocano in casa di sabato e poi ci sono le esigenze che subentrano in funzione della presenza delle due squadre sarde. Le nostre antagoniste si sono attrezzate e le squadre sono oramai tutte navigate per la categoria. Ci conosciamo tutti a vicenda e anche bene, alla luce di questa premessa, il margine per l’ottenimento dei risultati si restringe e allora a fare la differenza sono altri fattori, vedi la conoscenza del campionato, i già ricordati tempi di recupero, l’impostazione del lavoro e il modello di prestazione, fisico e tecnico, della categoria che, essendo arrivati al quinto anno consecutivo di permanenza, oramai abbiamo affinato. Dico con un certo grado di certezza che sono ben attrezzate Sarroch, Acqui Terme e Mantova, mentre ancora conosco poco Cantù, retrocessa dalla A2. Credo però che alla fine, con tutte le variabili del caso, ci sarà un livellamento da metà classifica in su, a mio avviso, il campionato potrebbe decidersi nelle ultime tre giornate, a meno che una squadra non indovini la stagione, grazie magari al fatto di non avere avuto atleti infortunati. Partiamo per disputare un bel campionato, a patto di assumere quanto prima una nostra identità, che deve essere basata su una costruzione del gioco in grado di produrre risultati. Abbiamo un palleggiatore nuovo da inserire in tempi stretti, ciò significa che qualche attaccante troverà subito l’intesa, qualcun altro ci metterà di più, ma è un meccanismo pur sempre fisiologico».