
Sarà una scommessa per il massimo campionato italiano di superlega maschile, un elemento straniero esordiente da cui si attende molto la Sir Susa Scai Perugia. Presente sin dal primo giorno l’opposto ceco David Kollátor fornisce le sue impressioni: «A essere sincero, pensavo che l’inserimento sarebbe stato più difficile, invece mi sto trovando bene. La maggior parte dei miei compagni parla inglese e questo mi aiuta molto nella comunicazione quotidiana. Fin dai primi giorni mi sono sentito a mio agio con il gruppo e questo ha reso più semplice anche il mio approccio alla nuova realtà. In questa prima fase stiamo lavorando soprattutto sui fondamentali. Abbiamo ricominciato a toccare il pallone dopo una lunga pausa, in questo momento ci concentriamo principalmente sulle cose più semplici e importanti, cercando di ritrovare gradualmente le sensazioni e il ritmo di gioco. È una fase normale della preparazione, nella quale dobbiamo costruire le basi per tutto quello che verrà dopo. La differenza principale che ho notato è che qui tutto è ancora più professionale e sofisticato. In Italia c’è una grande attenzione a ogni aspetto del lavoro e questa è sicuramente una delle differenze più evidenti rispetto al sistema che conoscevo in Repubblica Ceca. Per me è una nuova esperienza e sono curioso di continuare a scoprire questo modo di lavorare. È ancora difficile dire cosa aspettarsi da questa stagione. In questo momento siamo soltanto cinque giocatori della prima squadra e molti dei nostri compagni sono ancora impegnati con le rispettive Nazionali. Per questo è ancora presto per avere un’idea precisa di come sarà la squadra e di quale potrà essere il nostro livello. Dobbiamo aspettare di essere tutti insieme e poi iniziare a lavorare per capire davvero dove possiamo arrivare. Ho potuto conoscere da vicino una delle caratteristiche che rendono speciale la Sir, il suo pubblico. Un ricordo che mi è rimasto particolarmente impresso, quando ho giocato a Perugia da avversario c’era un’atmosfera fantastica e quello è sicuramente il ricordo che mi è rimasto più impresso. C’erano tutti quei tifosi che cantavano sugli spalti, un’atmosfera davvero incredibile. Adesso sono da questa parte e non vedo l’ora di poter vivere tutto questo durante la stagione, di giocare davanti a questo pubblico e sentire il suo calore. Sarà sicuramente una delle cose più belle di questa nuova esperienza».
