Angelo Lorenzetti: «I test saranno utili a Perugia»

Lorenzetti Angelo (seduta)
il tecnico Angelo Lorenzetti parla alla Sir Susa Scai Perugia durante una seduta (foto Michele Benda)

Procede a ranghi ridotti l’avvicinamento al campionato di superlega maschile e la preparazione atletica della Sir Susa Scai Perugia. Mancano ancora diverse pedine ai block-devils che cercano di recuperare la condizione in palestra agli ordini del preparatore Sebastian Carotti. Molti dei giocatori assenti sono impegnati con le proprie nazionali per gli imminenti campionati europei che si disputeranno dal 10 al 26 settembre in Italia. I bianconeri si allenano grazie al supporto degli atleti del settore giovanile e cominciano a vedere le prime verifiche sul campo. Lo staff tecnico e dirigenziale perugino ha definito il programma delle amichevoli precampionato, cinque appuntamenti che rappresenteranno altrettante occasioni per verificare a che punto è il lavoro svolto. Le rivali saranno Fano, Grottazzolina, Macerata e Terni, tre gli incontri casalinghi e due in trasferta, distribuiti nell’arco di poco più di due settimane. Saranno anche occasioni utili per i tifosi che smaniano per rivedere i propri beniamini dal vivo dato che gli allenamenti saranno sempre a porte aperte e con ingresso gratuito. Il primo appuntamento sarà tra le mura amiche di Pian di Massiano mercoledì 16 settembre contro Fano (A2). Una settimana più tardi, mercoledì 23 settembre, la squadra sarà invece ospite di Grottazzolina (A2), mentre venerdì 25 settembre è in programma il confronto in trasferta a Terni (A3). Il calendario proseguirà poi con due appuntamenti interni, mercoledì 30 settembre contro Macerata (A2) e venerdì 2 ottobre con Grottazzolina (A2). Un percorso di preparazione che, come sottolinea coach Angelo Lorenzetti, servirà a misurare il lavoro svolto: «Giocare fa sempre bene, perché credo che si impari soprattutto giocando. Questi allenamenti congiunti arrivano in un momento in cui stiamo lavorando con grande disponibilità in palestra, i ragazzi si stanno impegnando al massimo. Cambiare ritmo, incontrare altre squadre e ritrovare situazioni che solo il gioco può creare è comunque importante. In questa fase non cerchiamo ovviamente verifiche definitive. Ci servirà piuttosto per mettere alla prova le poche cose che abbiamo già fatto e, soprattutto, per scoprire nuove domande».