Per Monteluce una doppia impresa al golden-set

Promovideo Strike Team Monteluce (team) serie C maschile
la formazione della Promovideo Strike Team Monteluce di serie C maschile

Esistono domeniche destinate a cambiare la narrazione di un’intera stagione. Quella del 3 maggio per la Promovideo Strike Team Monteluce non è stata solo una giornata di sport, ma una vera e propria prova di resilienza collettiva. Mentre il sole tramontava su Perugia, due palazzetti ribollenti di tifo testimoniavano quello che i numeri definivano improbabile: una doppia rimonta, due golden-set vinti e il passaggio alle semifinali che sa di leggenda. La serie C maschile era chiamata a scalare una montagna a San Marco, dopo il 2-3 dell’andata. In un clima di tensione elettrica, coach Nicola Lalleroni ha dato una lezione di gestione delle risorse, non si è limitato a guidare i titolari, ma ha rimescolato le carte nei momenti di apnea, trovando nei cambi quella linfa vitale che ha spezzato il ritmo della School Volley. Il match è stato una battaglia di trincea, conclusasi al tie-break in favore degli ospiti (22-25, 25-23, 21-25, 25-23, 18-16). Poi, nel dentro o fuori del set supplementare di spareggio, la lucidità dei biancorossi ha fatto la differenza per il 12-15 finale. Ora la sfida si sposta contro Città di Castello, seconda forza della stagione regolare, ma con questo spirito nulla sembra precluso. Parallelamente, la prima divisione femminile compiva il suo personale miracolo sportivo. Sotto la guida ferma di Mariano Pauselli, le ragazze hanno trasformato la delusione dell’andata (1-3) in una rabbia agonistica straripante. Davanti a tribune sature di bandiere e cori, hanno imposto il proprio gioco vincendo in quattro set (25-22, 19-25, 25-23, 25-15) e annichilendo poi le avversarie nel set aggiuntivo e decisivo, un 15-5 che è un manifesto di superiorità. Adesso, sulla strada verso il titolo, ci sarà la temibile San Feliciano. La forza del Monteluce non è stata solo tecnica. È stata la spinta di due palazzetti gremiti, capaci di soffrire e gioire con i propri atleti. Lalleroni e Pauselli sono stati gli architetti di questo capolavoro, ma i mattoni sono stati l’orgoglio e l’appartenenza di un gruppo che non ha mai smesso di crederci. ​Il viaggio continua. E con un cuore così, il Monteluce non ha paura di nessuno.