Sebastian Solé: «Perugia ha meritato il successo»

Solé Sebastian
Sebastian Solé

Ci sono trofei che arrivano subito, altri che pretendono pazienza, cadute e ostinazione. Per il centrale argentino Sebastian Solé la champions league apparteneva alla seconda categoria. Una carriera costruita vincendo tanto, ma con quel vuoto europeo rimasto aperto per anni nonostante il talento, i muri vincenti e una bacheca già piena. L’atleta nato a Rosario nel 1991 ha dovuto aspettare la piena maturità sportiva e umana per alzare finalmente il trofeo più prestigioso del volley continentale, riuscendoci con la maglia della Sir Sicoma Monini Perugia nel 2025. Un traguardo inseguito a lungo, arrivato dopo una vita passata ad affermarsi tra i migliori interpreti del suo ruolo. Nel 2020 arriva la chiamata di Perugia, è lì che la sua carriera cambia definitivamente dimensione, con i block-devils inizia a collezionare trofei a ripetizione, a 33 anni spezza il tabù continentale e completa il suo personale palmares, la coppa che mancava ad una carriera già straordinaria. Non a caso, dopo il trionfo, ha parlato di un percorso difficile vissuto nei cinque anni trascorsi a Perugia, sottolineando quanto quel titolo fosse importante per lui e per il club umbro. Parole che raccontano meglio di qualsiasi statistica il peso emotivo di quella vittoria: «Abbiamo fatto la storia e sono contento di farne parte, non si tratta di una casualità. In questi anni abbiamo lavorato, non sono sorpreso di questa vittoria. Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi. Li abbiamo messi sotto, senza farli respirare, e questo ha dimostrato la voglia che avevamo di vincere. Noi ci siamo da tanto tempo, è una champions league conquistata con umiltà, lavoro e serenità. Abbiamo festeggiato, lo meritiamo». Oggi Solé non è soltanto uno dei centrali più forti passati dalla superlega maschile. È il simbolo di chi ha saputo attendere il momento giusto. Perché alcune coppe non premiano soltanto il talento, ma anche la capacità di restare in piedi abbastanza a lungo da meritarsi finalmente il proprio destino.