Torna a Perugia lo scudetto, annientata Civitanova Marche

Plotnytskyi Oleh (muro)
Sir Susa Vim Perugia a muro con Oleh Plotnytskyi (foto Oreste Testa)

A distanza di due anni Perugia è di nuovo sul tetto d’Italia, il palasport di Pian di Massiano avrà ancora il campo tricolore e sopra le tribune si potrà appendere ed esporre un nuovo stendardo con il simbolo dello scudetto. Al termine di quattro set di non eccelso livello tecnico, i block-devils si laureano campioni, realizzando un’altra bella tripletta, associando cioè al mondiale per club e alla supercoppa italiana anche il campionato. Un filotto che sta diventando consuetudine ma che nell’era della pallavolo moderna è sempre più raro. I bianconeri chiudono, con pieno merito, la sfida dopo tre sole partite nella serie finale dei play-off, concretizzando una superiorità su cui in pochi avrebbero scommesso ad inizio stagione. La squadra del tecnico Angelo Lorenzetti (sesto trionfo nella massima categoria nazionale) disputa una post-season impeccabile, conquista nove vittorie in altrettante partite senza mai subire una sconfitta. Un record che era riuscito a poche squadre, nove successi li aveva infilati solo la mitica Treviso ad inizio millennio. Ma l’uomo simbolo delle vittorie è Massimo Colaci, sesto titolo italiano per lui che a 41 anni ritocca il record di atleta più anziano a vincere il campionato. È stata la vittoria di un atteggiamento diverso di stare in campo, basato sul lavoro, sulla pazienza, sulla consapevolezza dei propri mezzi, sulla ricerca della qualità in ogni punto, gara dopo gara. Come è accaduto nel corso dei sette mesi precedenti, gli umbri si si sono confermati squadra che sa soffrire. Civitanova Marche dopo avere vinto in rimonta il primo set era scattata in testa e comandava i giochi ad un certo punto addirittura per 14-20. Poi, ecco la reazione da grande squadra che, facendo leva sulla battuta (bene solo a tratti) e su una difesa impeccabile, hanno ribaltato il risultato, sorpassato i marchigiani dopo aver annullato due palle del possibile raddoppio (25-24), e andando a vincere trascinati da un muro bianco sugli spalti fatto di 5’000 tifosi indiavolati. È bastata la prima palla-scudetto per chiudere i conti, dimostrando una grande tenuta mentale ed una capacità di reagire nei momenti decisivi senza pari, almeno in Italia. La partita, esattamente come gara-due, è stata in rimonta, con il primo set perso e il secondo vinto ma molto combattuti e capaci di offrire emozioni forti. Il terzo è rimasto in bilico a lungo, nel quarto i padroni di casa hanno azzannato la preda agonizzante e l’hanno letteralmente sbranata.
LA CRONACA
Scendono in campo gli stessi sestetti titolari. In avvio il primo break è un ace di Plotnytskyi (6-4), gli ospiti si riorganizzano e sui servizi di Loeppky passano a condurre (8-9), ancora un cambio di fronte su ace di Semeniuk (11-9), la difesa funziona e Ben Tara punisce portando al massimo vantaggio (17-12), la risposta per le rime arriva da Bottolo che estrae due punti dal cilindro di fondo campo (17-15), si rivede in campo Ishikawa ma il muro di Podrascanin fa sentire il fiato sul collo (19-18), l’ace di Boninfante aggancia (22-22), l’ace di Bottolo sorpassa (23-24), Nikolov firma l’uno a zero. Un brivido corre al palasport. Alla ripresa i padroni di casa partono bene ma s’infortuna Solé che lascia spazio a Loser (4-2), si avanza a braccetto ma il gioco degli umbri comincia a vacillare (10-10), Bottolo in attacco e Loeppky dai nove metri scavano il solco (14-20), comincia un lento ma progressivo recupero con Plotnytskyi ed è il muro ad annullare la prima palla-set, alla seconda ci pensa Semeniuk (24-24), Ben Tara fa ace e sorpassa, una difesa permette a Semeniuk di mettere a terra il punto del pareggio. La terza frazione di gioco sembra prendere più volte la strada dei marchigiani con Nikolov straripante (8-10), con un guizzo di Giannelli e due ace di Ben Tara, che rompe il sortilegio da fondo campo, avviene il cambio di marcia (16-12), mischiano le carte del mazzo i cucinieri che con Orduna murano per il 20-19, allo sprint tanti errori ma una difesa in più di Colaci permette di arrivare sul 24-21, Ben Tara schianta a terra l’attacco del due a uno. Quarto set inizialmente confuso, più per gli ospiti che per i locali (6-3), Ben Tara sblocca a rete, Russo mura e Plotnytskyi consolida (16-10), diventa un monologo con i rivali storditi che non ci credono più e si affidano a colpi della disperazione (22-17), si attende solo l’ultimo punto che arriva su errore altrui.
SIR SUSA SCAI PERUGIA – CUCINE LUBE CIVITANOVA = 3-1
(25-27, 26-24, 25-22, 25-20)
PERUGIA: Ben Tara 18, Plotnytskyi 14, Semeniuk 13, Giannelli 5, Russo 4, Solé 4, Colaci (L1), Loser 4, Ishikawa, Argilagos, Dzavoronok. N.E. – Crosato, Cvanciger, Gaggini (L2). All. Angelo Lorenzetti e Massimiliano Giaccardi.
CIVITANOVA MARCHE: Nikolov 25, Bottolo 16, Loeppky 15, Podrascanin 7, Gargiulo 4, Boninfante 1, Balaso (L1), Duflos-Rossi 1, Orduna 1, D’Heer 1, Tenorio, Bisotto. N.E. – Hfaiedh, Kukartsev (L2). All. Giampaolo Medei e Francesco Oleni.
Arbitri: Umberto Zanussi (TV) e Stefano Cesare (RM).
SIR (b.s. 19, v. 7, muri 8, errori 3).
LUBE (b.s. 27, v. 7, muri 8, errori 12).