
In campo ha dimostrato di essere un vero professionista, un lavoratore serio ed un atleta preparato, la dirigenza della Sir Safety Perugia lo ha voluto portare dietro una scrivania per svolgere le mansioni di direttore tecnico. D’altra parte, dopo nove anni in bianconero il pugliese Massimo Colaci gode di una enorme stima da parte di tutti: «Anche se fino al 30 giugno sono ancora un giocatore, pian piano inizio a pensare a ciò che sarà. Ho avuto modo di fare una chiacchierata con il nostro direttore sportivo Goran Vujevic, con Andrea Piacentini per quanto riguarda il settore giovanile, con il team manager Davide Candellaro, per iniziare a capire un po’ più nel dettaglio determinate dinamiche, i compiti che mi ha affidato il presidente sono ben chiari e ben definiti, sto iniziando a farmi un’idea generale per poi, col tempo, entrare più nello specifico. È un nuovo lavoro, sicuramente dovrò fare un po’ di esperienza e dovrò imparare determinate cose, anche semplicemente ad interagire con i miei ex compagni di squadra in un altro modo. Avrò diversi compiti, dall’essere un po’ più vicino al settore giovanile, fare un po’ più attenzione al mercato italiano in generale, e dei ragazzi un po’ più giovani; avrò un ruolo anche di rappresentanza anche nel sostituire il presidente in alcune occasioni, valutare i contratti in essere, programmare il futuro del mercato in generale. Quello che vorrei fare è essere molto vicino ai ragazzi delle giovanili, e far sentire proprio la presenza della società, secondo me è importante per i ragazzi del nostro settore giovanile sentire la presenza della dirigenza della prima squadra perché può essere da stimolo e poi chiaramente ci saranno diverse cose durante l’anno da organizzare e da sistemare, in base anche alle situazioni che si creeranno. A livello personale è una sfida stimolante perché resto nello stesso ambiente, ma con una prospettiva diversa, anche per quanto riguarda le relazioni stesse cambia un po’ tutto. Quando hai condiviso per tanti anni lo spogliatoio con i giocatori, si sono creati anche dei legami di amicizia, questi legami restano, però il modo di relazionarsi deve per forza di cose essere diverso. Si mette un po’ da parte l’aspetto squisitamente tecnico, ma si va anche dietro le quinte, in una società come la nostra c’è tanto da fare dietro le quinte, c’è tanto lavoro e ci sono tante persone che lavorano per questa società. Si proverà a collaborare con tutti e questo è molto stimolante sinceramente. È una nuova sfida, a me le sfide sono sempre piaciute in campo e adesso non vedo l’ora di iniziare questa nuova sfida in altre vesti. Comunque ci sono degli obiettivi e questa è la cosa più importante. Quando entri nella stanza dei trofei del club ti rendi conto che iniziano a diventare tanti. Se pensiamo che questi 19 trofei sono arrivati negli ultimi nove anni, secondo me è veramente un grande traguardo, ogni anno abbiamo portato a casa almeno un trofeo. Noi ci siamo sempre stati in questi anni e credo che sia la cosa più importante per una società. Entrare in quella stanza è stata una bella emozione perché li ho sentiti veramente miei. È chiaro che io da solo non avrei potuto fare nulla senza gli staff che abbiamo avuto, senza i ragazzi in campo, senza la società, il presidente e tutti i dirigenti di questa società perché poi ognuno ha i propri meriti, ognuno ha messo del suo per la conquista di ogni singolo trofeo. È stato bello, emozionante. Ho anche pensato che quell’ultima coppa, la champions league, è stato l’ultimo trofeo da giocatore vinto, ma ora spero di poter riiniziare una nuova carriera e magari poter portare a casa anche dei trofei da dirigente. L’incarico sarà triennale e si comincerà subito con la partecipazione a cinque manifestazioni. Questo è un grande stimolo per tutto l’ambiente. I trofei per i quali andremo a giocare quest’anno, ce li siamo guadagnati sul campo e ci sono stati i nostri dirigenti che hanno pensato poi a costruire la squadra per il futuro. Io ovviamente non ho avuto a che fare né con il mercato, né con le decisioni perché il mio ruolo, fino a pochi giorni fa, era un altro. Sicuramente gli stimoli sono tanti perché chi quest’anno non ha vinto farà di tutto per provare a batterci come è giusto che sia. Ci sono tanti trofei da provare a conquistare, ma quello che abbiamo vinto non ce lo toglie nessuno».
