
C’è un’altra novità in Altotevere, un nome di esperienza si aggiunge all’organico della Pallavolo San Giustino che si prepara a competere ancora nella serie A3 maschile. Nel reparto degli schiacciatori arriva Roberto Pinali che afferma: «Sono venuto all’Altotevere per fare molto bene e, se possibile, per fare meglio di quanto la squadra ha realizzato lo scorso torneo. Metteremo tutto quello che abbiamo, sperando di riuscire nell’intento. Fin dalle prime battute, ho capito subito quanto questa società sia seria e ben organizzata. Senza dubbio, è un buon segno. Per ciò che riguarda l’inserimento geografico della squadra, spero vivamente nel girone bianco, perché andare a giocare al sud è impegnativo sotto ogni profilo. Sicuramente, la mia principale caratteristica è il salto, me la cavo abbastanza bene in attacco sia da un lato che dall’altro e do una mano laddove ci sia bisogno. Non sarebbe male coronare la mia carriera con un qualcosa di importante, che per scaramanzia non cito espressamente. Vediamo cosa succederà». Proveniente d Mantova (A3), di origine bolognese, 31 anni compiuti in gennaio e 187 cm. di altezza. In carriera ha giocato a Modena, nel 2017 a Portomaggiore (B), poi Potenza Picena (A2), Motta di Livenza (A3) e Portomaggiore (A3), Ravenna (A2), Modena (superlega), infine Mantova (A3). Il bilancio della sua carriera è di 1626 punti complessivi, dei quali 18 nella massima categoria nazionale, 514 in A2 e 1094 in A3; sono 1317 quelli messi a segno in azioni di attacco, 181 gli ace e 128 i sigilli a muro. C’è una precisa indicazione alla base dell’ingaggio a spiegarla è il d.s. Valdemaro Gustinelli: «La sua è stata una scelta molto accurata, in quanto maturata in un momento particolare del mercato, all’indomani della decisione presa da Cappelletti di non proseguire più il suo percorso in Serie A. Ci siamo allora trovati un po’ in difficoltà, anche perché era difficile poter far capire a un atleta del suo calibro e della sua esperienza quanto potesse rivelarsi importante in un roster già quasi al completo per gli schiacciatori. Pinali lo ha capito e, dal momento che noi abbiamo seguito una politica mirata nella costruzione della squadra, senza cioè un opposto di riserva, questo significa lavorare in automatico anche per un sistema di gioco che possa cambiare e rendere più duttili le varie figure. Sia Pinali che gli altri, quindi, non debbono essere visti solo come schiacciatori, ma anche come pedine plasmabili in base alle richieste dello staff tecnico».
