Angelo Lorenzetti: «Perugia è più frizzante»

Lorenzetti Angelo (polo)
Angelo Lorenzetti (foto Michele Benda)

A una sola settimana dal debutto ufficiale in campionato, deve accelerare i tempi per ottimizzare l’intesa la Sir Susa Scai Perugia, al completo solo da pochi giorni. Oltre al poco tempo la programmazione dettata da accordi societari ha costretto la squadra ad adattarsi, traccia un bilancio dei giorni appena trascorsi il coach Angelo Lorenzetti: «Sono due anni che ci prepariamo così. Si tratta di eventi importanti che danno tanto al club, per cui dobbiamo essere flessibili. Abbiamo utilizzato questi giorni per conoscerci; adesso dobbiamo ritornare in sala pesi, da questa settimana cominciamo a pensare al campionato». Dal punto di vista tecnico-tattico, più che risposte definitive, il weekend ha offerto una solida base di partenza e spunti concreti su cui lavorare in palestra. «Dopo la prima amichevole con Osaka abbiamo fatto una bella chiacchierata. Era la prima partita che facevamo insieme, abbiamo focalizzato pochi punti, ovviamente, perché non si può fare tutto subito. Saranno i punti da sviluppare durante la settimana. Quello che esce dalle partite è sempre più veritiero rispetto all’allenamento perché è qualcosa di reale. Da questo punto di vista sono stati due giorni importanti che adesso dovremo sviluppare». L’attenzione si è poi spostata sul lato umano e caratteriale del gruppo, un collettivo in gran parte rinnovato o riunitosi solo nelle ultime ore. Il tecnico ha espresso grande soddisfazione per l’atteggiamento dei suoi, non prima di aver dedicato un pensiero speciale all’opposto tunisino Wassim Ben Tara, accolto calorosamente dall’ambiente perugino. «Devo dire che è stato un piacere ritrovarlo. L’ho visto emozionato e penso che l’accoglienza che gli hanno riservato la dirigenza, i compagni ed il pubblico sia stata degna dell’eredità che ha lasciato. Questo è un qualcosa che non si disperde, anche se si è lontani». Sulla chimica del nuovo roster, l’allenatore marchigiano ha poi concluso con una nota di ottimismo. «Per quel che riguarda il gruppo, quest’anno c’è più frizzantezza. Non intendo dire che sia più positivo, ma è chiaro che ci sono più sguardi per capirsi. Questo è anche il bello del conoscersi e dell’incontrarsi. Da qui nasce, poi, il lavoro che dovremo fare per diventare una vera squadra».