
È saltata la gara amichevole con Terni quando manca una settimana dal via al campionato di serie A3 maschile, la ErmGroup San Giustino esordirà al palasport di via Anconetana domenica 18 ottobre contro Acqui Terme. Cresce l’attenzione nelle sedute di allenamento, il tecnico Mirko Monaldi afferma: «Sono molto soddisfatto, direi stiamo gestendo i carichi di lavoro e abbiamo cominciato a preparare le prime gare. Il materiale sta arrivando e ho iniziato quel famoso lavoro, cioè i compiti a casa, ce lo stiamo dividendo io e Davide Marra per mansioni specifiche fra ricezione, battuta, sistemi di gioco, fermo restando che i primi artefici del risultato siamo noi. Guarderemo gli avversari, ma soprattutto all’inizio è importante guardare nel nostro campo e far bene le cose che abbiamo preparato. Finora è andata così, quindi partiamo con queste sicurezze. Più che pensare alla fase di scarico, abbiamo vissuto questa settimana come se già si trattasse di un pre-gara, ci siamo adattati, ma la gara vera ancora ci manca. La settimana ideale sarà la prossima, con il lavoro in sala pesi e in area tecnica da svolgere in funzione della partita di campionato. L’analitico verrà abbandonato, a parte qualcosina in fase di attivazione; per il resto, baseremo quasi tutti gli allenamenti sul gioco, cercando di gestire i carichi. È saltato l’allenamento congiunto di Terni, di test ne ho voluti sostenere molti per acquisire sempre di più quel ritmo gara che comunque raggiungeremo in pieno solo nel momento che conta, quando insomma non c’è di mezzo la posta in palio, anche la carica agonistica non può essere uguale, nonostante contro Terni in casa si sia visto quel qualcosa in più. Avremo una bella componente emotiva sotto questo profilo. La battuta comincia a essere incisiva, il primo tempo, che non a caso si chiama così, è la palla più complicata in quanto è la più rapida e non ha margini di errore, poiché è immediata. Anche le altre palle debbono essere aggiustate, ma lo si nota di meno, il secondo e il terzo tempo sono meglio gestibili, una traiettoria non precisa si può aggiustare, fermo restando che questa settimana si sono visti progressi anche nei primi tempi. Occorre tuttavia di più. Non mi stupirei se ciò che funzionasse di più fosse proprio il primo tempo: è successo. Più volte mi è capitato magari di avere difficoltà, poi quando non te lo aspetti aumenta l’attenzione e la cosa difficile finisce con il diventare la più facile. Dipende anche da come arriva la ricezione, non dimenticando un particolare fondamentale, le partite bisogna non solo prepararle, ma anche leggerle, dentro e fuori dal campo».
