Perugia capofila della rivolta per il calendario internazionale

Sirci Gino (ospite)
Gino Sirci

La protesta contro il nuovo calendario internazionale del volley non accenna a placarsi. Al centro della contesa c’è la rivoluzione prevista per la stagione 2028-2029, quando i campionati nazionali verranno interrotti in pieno inverno per fare spazio ai grandi tornei delle nazionali (mondiali ed europei). Una scelta della federazione internazionale che ha scatenato la dura reazione di moltissime società, preoccupate per la gestione fisica dei giocatori e per la sostenibilità economica dei club. In prima linea in questa battaglia c’è la Sir Susa Vim Perugia, che si è assunta il ruolo di portavoce principale del malcontento diffuso. Il presidente Gino Sirci sta promuovendo in questi giorni la nascita di una sorta di consorzio di top club europei, uniti per fare fronte comune e far sentire la propria voce e il proprio peso politico a livello internazionale. L’iniziativa sta raccogliendo adesioni in tutto il continente. Al momento sono 24 le società che hanno firmato il manifesto della protesta, delineando una mappa geografica della rivolta: sei club francesi (Nizza, Montpellier, Narbonne, Tourcoing, Tours e Poitiers), quattro tedeschi (Berlino, Liineburg, Monaco e Mitteldt), quattro belgi (Menen, Aalst, Achel e Maaseik), due spagnoli (Las Palmas, Teruel), un austriaco (Hartberg), un bulgaro (Sofia), un olandese (Apeldoorn), un portoghese (Mamede), un romeno (Bucarest), un serbo (Gornji Milanovac), uno slovacco (Bratislava) e uno sloveno (Maribor). Il fronte dei dissidenti è destinato ad allargarsi ulteriormente: secondo le ultime indiscrezioni, alcuni club turchi sono già pronti ad aggiungersi all’elenco. Al contrario, si registra la totale assenza delle corazzate polacche che si sfilano dall’iniziativa, confermandosi favorevoli al nuovo calendario internazionale, e mettendo le nazionali al centro. La spaccatura geopolitica nel volley continentale è tracciata, ora la palla passa ora ai tavoli delle trattative.