Beatrice Meniconi: «Fiduciosa per una ripresa»

Meniconi Beatrice (palla)
Beatrice Meniconi

Vivere in zone gialle, arancioni o rosse cambia poco quando sei un’atleta che cerca di svolgere al meglio il proprio lavoro. Ad Altino, in territorio abruzzese, lo slittamento del via al campionato di serie B1 femminile ha permesso di recuperare con più calma alla schiacciatrice costanese Beatrice Meniconi, reduce da una operazione di pulizia al tendine del ginocchio sinistro: Mi sono rimessa, ho ricominciato a fare gli allenamenti normalmente anche se solo da ieri, per la prima volta dopo quasi un mese e mezzo, siamo riuscite ad essere al completo in allenamento, perché come in tutte le squadre abbiamo avuto dei casi di positività. Stiamo aspettando questo magico 23 gennaio per riuscire finalmente a giocare, sperando che la situazione non cambi ancora. Noi ci crediamo, il presidente ci ha lasciate allenare fino ad ora proprio per arrivare competitive alla ripresa del campionato. Le sensazioni che abbiamo in questo periodo sono contrastanti, andando avanti a fare solo allenamenti e avendo solo la speranza di riprendere è tosta, ma noi lo stiamo facendo proprio perché crediamo che il nostro campionato possa riprendere. Ormai siamo abituate a rispettare tutti i protocolli Fipav, da quando entriamo in palestra a quando usciamo, diciamo che siamo abbastanza tranquille anche perché ancora l’Abruzzo è in zona arancione quindi molte libertà non ci sono. Ovviamente serve un rispetto da parte di tutte e tutti, dobbiamo essere consapevoli di ciò che facciamo perché altrimenti ci rimette l’intera squadra, ma questo purtroppo può capitare lo stesso, ci è già successo due mesi fa. So che alcune squadre hanno mandato a casa le giocatrici facendo prendere loro il buono di sport e salute e dicendo che si sarebbero rivisti a gennaio nel momento in cui si ricominciasse. Questo comporterebbe molti problemi fisici secondo i più esperti, stando a casa due o tre mesi non si può fare una preparazione di due settimane. Se non riprenderà il campionato accadrà che molte squadre falliranno perché molti sponsor non riusciranno ad avere visibilità e di conseguenza si creeranno problemi per la prossima stagione a livello di iscrizioni, questo è il pensiero diffuso, ma speriamo che non accada veramente. La speranza è l’ultima a morire».