Bryan Argilagos: «Perugia mi ha dato tanto»

Argilagos Bryan (Perugia)
Bryan Argilagos

Il suo sarà un arrivederci e non un addio, acquistato dodici mesi fa ad appena diciotto anni, si è fatto una bella esperienza ed una gavetta di una stagione alla Sir Susa Scai Perugia. Per lui le possibilità di mettersi in mostra sono state poche ma adesso avrà l’opportunità di potersi confrontare con un ruolo da titolare in superlega maschile. La dirigenza bianconera ha deciso di cedere in prestito a Cuneo il palleggiatore Bryan Argilagos che afferma: «Questo è stato il mio primo anno nella massima categoria e aver fatto parte di un club come Perugia è stato veramente indescrivibile. Mi porto dietro tutti i momenti difficili, quelli un po’ più semplici, tutti i consigli tecnici e mentali, porto dietro tutti i miei compagni che mi sono stati vicino e soprattutto, per il mio futuro, voglio portarmi dietro la professionalità con cui abbiamo affrontato questa stagione. Tutto lo staff e tutti gli atleti sono stati veramente una fonte di ispirazione. Tecnicamente mi sento cresciuto un po’ in tutto, a livello di alzate, di muro, difesa e anche battute. Mi ricordo che ad inizio anno la battuta era un po’ il mio punto debole e mattina dopo mattina, insieme a Massimiliano Giaccardi, abbiamo trovato un po’ di continuità e un po’ di costanza e quindi sono contento di ciò, quindi sì, mi sento cresciuto un po’ in tutto e ovviamente so che c’è ancora da migliorare. Il rapporto con Angelo è stato bellissimo, è stato veramente un punto di riferimento, mi ha aiutato sempre, non mi ha mai fatto pesare il fatto di essere magari un po’ più piccolo, un po’ più indietro, mi ha sempre trattato come gli altri e di questo son contento, gli auguro veramente il meglio, so che lui crede in me, e spero di non deluderlo e di ripagare la sua fiducia. Con la squadra si è instaurato un bellissimo rapporto, cosa che per me non era scontato, essendo un ragazzino di 19 anni, stare in mezzo ad adulti di 30, con famiglia, non era semplice, ma loro sono stati veramente i numeri uno, sono stati sempre socievoli con me, mi hanno sempre integrato col gruppo e devo veramente tanto, a tutti quanti! Mi sono legato talmente tanto che alla cena di fine anno con la squadra, ognuno di noi faceva un piccolo discorso e io mi sono emozionato, mi sono messo a piangere, cosa che non succedeva da anni e questo per me è significato veramente tanto, io li ringrazio con tutto il cuore perché sono stati veramente dei professionisti assoluti. Se dovessi chiudere gli occhi e pensare al momento più bello di quest’anno faccio fatica. Faccio fatica perché mi vengono in mente il mio esordio a Piacenza oppure la coppa del mondo in Brasile. Poi c’è stato lo scudetto, la champions league… son tutte emozioni forti ed indescrivibili. Forse a livello personale, mi sono sentito felice quando contro Las Palmas sono entrato sul 23-23 e ho fatto un muro su Juantorena, è stato forse il momento migliore».