
L’esordio nella superlega maschile si è trasformato in un’autentica battaglia sportiva per la Sir Susa Scai Perugia e resterà a lungo nella memoria degli appassionati. Sul difficile campo di Cuneo, davanti a un pubblico caldissimo di oltre quattromila spettatori, i campioni guidati da coach Angelo Lorenzetti hanno strappato una vittoria al tie-break dopo due ore e mezza di gioco ad altissima intensità. I piemontesi hanno sorpreso Perugia che ha dovuto inseguire, al quinto set gli ospiti hanno dovuto annullare ben sei match point ai padroni di casa. Con i suoi 48 punti totali, questo parziale ha registrato il punteggio più alto in un tie-break della massima categoria dal lontano 2004. Il debutto col brivido rompe nettamente con la consuetudine delle passate stagioni agonistiche. Negli ultimi campionati, i block-devils avevano abituato i propri sostenitori a partenze fulminee e prive di sbavature, blindando i tre punti con risultati rotondi, specialmente quando incrociavano formazioni di fascia media o neopromosse. L’inizio di quest’anno, pur mantenendo l’imbattibilità nei debutti stagionali, evidenzia come la squadra debba ancora trovare l’assetto definitivo a causa dei carichi di preparazione e dei recenti innesti. Nessun dramma, ma un chiaro campanello d’allarme sulle insidie che il campionato riserverà ogni fine settimana. La vittoria al quinto set comporta una conseguenza immediata in termini numerici, gli umbri hanno lasciato un punto per strada. Nelle prime giornate la classifica è cortissima e veder scappare i rivali diretti (come Piacenza o Trento a punteggio pieno) può generare una leggera pressione psicologica. Tuttavia, la storia recente del campionato italiano insegna che la classifica di inizio campionato è solo un abbozzo e che i veri valori emergono sulla lunga distanza. Le squadre attrezzate per vincere tutto tendono a programmare la forma fisica per i momenti chiave (supercoppa, mondiale per club, coppa Italia, play-off scudetto e champions league). Spesso formazioni che partono a razzo accusano flessioni nei mesi invernali, mentre le big, pur soffrendo nelle prime trasferte a causa dei meccanismi da oliare, risalgono costantemente e progressivamente la china. Per i bianconeri, aver vinto una maratona simile dimostra che, anche nelle serate di scarsa brillantezza, il carattere e la profondità della rosa restano da tricolore. Le note positive sono arrivate dal servizio, fondamentale ritenuto sempre più importante che ha fruttato ben dodici ace totali. L’esordio al cardiopalma spezza la tendenza degli ultimi anni, la maratona di Cuneo dimostra quanto si sia alzato il livello medio e quanto il gruppo di coach Lorenzetti debba ancora lavorare sull’amalgama e sulla continuità, un battesimo di sofferenza che ricorda a tutti che il traguardo richiede massima attenzione fin dal primo pallone.
