
Dopo il positivo debutto in serie A3 maschile guarda avanti la formazione targata Ermgroup San Giustino che prepara la seconda giornata i campionato. I biancoazzurri andranno in trasferta a Cantù e l’allenatore Mirko Monaldi fa la sua analisi: «Sono contentissimo della prestazione della squadra anche perché la prima giornata di campionato è spesso pericolosa e mi pare che anche i risultati lo abbiano dimostrato. E sono contentissimo anche per il ritmo tenuto, abbiamo giocato quattro set di intensità e ciò è fondamentale per il futuro. Un ritmo che finalmente riusciamo ad avere e che ho notato anche in chi aveva giocato di meno. C’è stato anche un po’ di calo, ma non è semplice tenere la concentrazione per oltre due ore e con un volume di palla elevato, 140 attacchi nostri su quattro set sono tantissimi. Entrambe le squadre hanno difeso, vi sono state diverse azioni prolungate e allora tanto di cappello ad Acqui Terme, nonostante i forfait del palleggiatore Martinelli e del centrale Luisetto. La partita è stata interessante, con le squadre che magari a tratti saranno state anche fallose, ma nella prima di campionato ci può stare. L’approccio con la gara è stato fantastico sia in battuta che come atteggiamento, il ritorno nostro nel quarto set, perché abbiamo ripreso il comando delle operazioni proprio nel momento in cui gli avversari avevano recuperato la convinzione. Stiamo lavorando anche sull’attacco al centro dove abbiamo ancora dei margini da sfruttare. Marzolla e Maiocchi, per quanto decisivi, possono fare ancora di più nel loro ruolo. Non essere stati impattanti al centro, pur conoscendo le nostre potenzialità, vuol dire che c’è da fare, ma che c’è anche da sperare. Cantù è stata sconfitta e la troveremo smaniosa di riscatto. Loro faranno una settimana ad alta intensità, hanno un palleggiatore, Bonomi, proveniente dal Cuneo e i vari Argenta, Chiapello, Aretz e Hoffer li conosciamo bene; ci sono poi il centrale Rigirozzo e lo schiacciatore Romano provenienti da Reggio Calabria e da Napoli. Dunque, una squadra impostata con elementi di categoria e con altri che sono scesi. Oltre a lavorare bene, dovremo prenderci anche qualche rischio, è la A3 stessa che di fatto lo impone. La sola gestione non è nemmeno ipotizzabile».
