Mirko Monaldi: «San Giustino ha tante risorse»

Monaldi Mirko (sommesso)
Mirko Monaldi

Dopo appena tre giornate del campionato di serie A3 maschile si è capito che c’è molta competitività tra le formazioni partecipanti. La Ermgroup San Giustino si prepara a tornare tra le mura amiche con due successi all’attivo, un positivo bilancio per il tecnico Mirko Monaldi che alla vigilia afferma: «Ci portiamo dietro la capacità che abbiamo avuto di vincere soffrendo. Questo l’insegnamento che ci ha lasciato la partita di domenica scorsa perché se ben si ricorda nel quarto set c’era un equilibrio importante di gioco, avremmo potuto anche perdere, in fondo tutto è svoltato nell’arco di soli due-tre palloni, ma è proprio in quel frangente che è venuta fuori la convinzione di volere il risultato. Poi è chiaro, siamo ancora un cantiere mezzo aperto, impegnato nel costruire il nostro gioco e nel trovare sicurezze nelle rotazioni; forse al momento nemmeno conosciamo per intero le potenzialità di questo gruppo. Per fortuna, dopo due trasferte e dopo aver girato dalla Lombardia alla Sardegna torniamo a giocare in casa e ora al palasport ci attende una prova di maturità. Dobbiamo far vedere a che punto siamo arrivati e trovare i giusti equilibri tecnici e tattici per contrastare l’avversaria e riuscire a superarla. Domenica scorsa era importante reagire, anche se questo è lo sport, fatto di continui saliscendi, per cui devi rialzarti, capire in che modo rialzarti e aver la forza per farlo tutti insieme, perché la pallavolo è una disciplina di squadra. Ed è anche il bello dello sport, grandi sofferenze e grandi emozioni che si alternano, sempre sul filo. Se guardate lo scout, noi abbiamo totalizzato 98 punti e Sarroch 94. Savigliano, come indole, è una squadra che vende cara la pelle. Ci siamo passati l’anno scorso e oltretutto non dobbiamo assolutamente snobbare una compagine che ha battuto Cantù, contro il quale noi invece abbiamo perso. Sottovalutare la partita sarebbe un errore, quindi rispetto massimo per tutti. Abbiamo ancora situazioni da perfezionare, qualche acciacchino da rimettere a posto e di conseguenza dovremo tenere un grado di concentrazione molto elevato. Fondamentale sarà soprattutto l’approccio. Abbiamo pedine dinamiche, la società mi ha dato questa opportunità e me la gioco fino in fondo, poi non so con quali tempi e modi. Le scelte fatte sono state condivise con Davide Marra, ma bisogna avere il coraggio di fare qualcosa e di far vedere che abbiamo un roster rilevante. I ragazzi si aiutano, si vengono incontro e quindi possono essere utilizzati tutti nei vari contesti di gioco. È chiaro che sarà il campo a stabilire se le carte calate si siano rivelate giuste o sbagliate, a Sarroch sono state giuste e l’errore ci poteva stare, ma a volte il vero errore può essere quello di non fare scelte e di non prendersi le responsabilità. La personalità è fondamentale sia dentro che fuori dal campo, noi allenatori dobbiamo cercare di dare personalità e in Sardegna abbiamo avuto ragione».