Perugia alza la voce, no alla riforma calendari Fivb

Sir Perugia (protesta)
la conferenza stampa di protesta della Sir Perugia

La conferenza stampa straordinaria indetta questa mattina dalla Sir Perugia alla sala video del palasport di Pian di Massiano ha affrontato un unico, cruciale tema istituzionale per le sorti del club e della pallavolo internazionale: la riforma dei calendari Fivb 2028-2032. Il presidente Gino Sirci si è fatto capofila di un forte malcontento e dissenso comune a molti top club europei: «Questa riforma sarebbe la rovina della pallavolo. I club sono quelli che finanziano il movimento ma se i campionati riducono la loro durata di svolgimento perdono parte dell’interesse, se vengono interrotti complicano il lavoro degli allenatori e dei giocatori, se viene spostato il loro inizio in estate, magari ad agosto oppure a settembre, non possono contare sulla presenza di pubblico e si rischia di perdere una buona fetta di loro». Le modifiche che vorrebbe apportare la Federazione Internazionale alla programmazione delle stagioni future, insomma, creano vantaggi solo per la federazione internazionale, mentre arrecherebbero solo danni ai proprietari, per questo è stato coniato lo slogan “no clubs, no volley”. Insieme al numero uno bianconero c’era il capitano Simone Giannelli che ha espresso il suo punto di vista: «Non sarebbe una scelta giusta quella di aumentare gli eventi e frazionarli nel tempo, noi atleti vogliamo rappresentare sia la squadra in cui giochiamo e sia il nostro paese ma dobbiamo essere tutelati. Alcuni giocatori, che sono meno fortunati, avrebbero ancor meno tutele perché non hanno adeguata assistenza. Non voglio puntare il dito su nessuno, dico solo che devono mettersi attorno ad un tavolo tutte le parti e trovare la maniera per migliorare la pallavolo, ma bisogna farlo insieme». Anche lo schiacciatore polacco Kamil Semeniuk è intervenuto dicendo: «Se prendesse vigore questa riforma per giocatori che giocano all’estero come me la situazione diventerebbe complicatissima, ci sarebbe da fare tanti spostamenti e il tempo per riposare sarebbe ancora meno, ma chi arriva fino in fondo deve poter staccare la spina ogni tanto. Già oggi è difficile trovare qualche giorno per riposare, in futuro diventerebbe impossibile». Lo schiacciatore ucraino Oleh Plotnytskyi ha aggiunto: «Non è pensabile che i giocatori non vengano interpellati prima di prendere questa decisione. Dobbiamo poter dire la nostra. La preparazione fisica è fondamentale nelle lunghe stagioni, così non ci sarebbe più tempo e andrebbe a scapito nostro che magari vogliamo gestirci al meglio per poter avere una carriera più lunga». Infine, il tecnico Angelo Lorenzetti ha sottolineato: «Se passasse questa linea per noi allenatori diventerebbe difficile poter gestire i giocatori volendo farli stare bene. Gli interessi in ballo sono contrastanti, se a decidere è solo una parte diventa antipatico per chi deve subire. Ben vengano, dunque, iniziative come questa che vogliono far sentire la propria voce». In prima linea in questa battaglia c’è Perugia, ma ci sono altri 25 club d’accordo: sei club francesi (Nizza, Montpellier, Narbonne, Tourcoing, Tours e Poitiers), quattro tedeschi (Berlino, Liineburg, Monaco e Mitteldt), quattro belgi (Menen, Aalst, Achel e Maaseik), due spagnoli (Las Palmas, Teruel), un austriaco (Hartberg), un bulgaro (Sofia), un olandese (Apeldoorn), un portoghese (Mamede), un romeno (Bucarest), un serbo (Gornji Milanovac), uno slovacco (Bratislava) e uno sloveno (Maribor). Il fronte dei dissidenti è destinato ad aumentare ulteriormente.